Novità normative e approfondimenti tecnologici per rimanere aggiornati

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21/09/2016

GFO Europe, con il supporto di COMMSCOPE, ha il piacere di illustrarvi interessanti novità normative e approfondimenti tecnologici.
Aggiornamento Standard e Normative
 
-          Continua lo sviluppo dello standard di Categoria 8: Le specifiche di cablaggio di Categoria 8 sono state pubblicate lo scorso Luglio da ANSI/TIA-568-C.2-1 (Balanced twisted-pair cabling and components standard, addendum 1: Specifications for 100 Ω Category 8 cabling). Simili specifiche di cablaggio stanno per raggiungere le loro maturità anche nei comitati Internazionali (ISO/IEC JTC 1 / SC 25 / WG3) ed Europei (CENELEC TC215). In parallelo la task force IEEE 802.3bq ha completato lo sviluppo delle applicazioni Ethernet 40GBASE-T e 25GBASE-T che IEEE-SA ha approvato la pubblicazione in data 30/06/2016.
 
Gli standard 25G/40GBASE-T prevedono l’utilizzo di un cablaggio di Categoria 8 ed hanno standardizzato il connettore RJ45 sulle interfacce degli apparati. Inoltre le applicazioni 25G/40GBASE-T prevedono la funzionalità di “auto-negotiation”, permettendo cioè loro di identificare la velocità di trasmissione più bassa comune fre le due schede di rete.
 
-          EU Construction Product Regulation (CPR) per cavi trasmissione dati: Il diffondersi di reti Lan e l’uso di infrastrutture cablate ha di conseguenza aumentato l’impiego di cavi per trasmissione dati all’interno degli edifici commerciali. Dato che alcune nazioni non prevedono norme specifiche, talvolta vengono utilizzati cavi senza conoscerne l’effettivo livello di resistenza al fuoco; pertanto, per garantire la sicurezza e facilitare le ispezioni diventa utile apporre dei marchi sui cavi.La prima norma a riguardo, Construction Product Directive (CPD) 89/106/EEC, risale al 1989; venne poi aggiornata nel 2006 (2006/751/EEC), pubblicata ed inclusa ufficialmente nella norma EN 13501-6.
 
Nel 2011 la CPD cambiò nome e divenne “Construction Product Regulation (CPR), EU/305/2011, applicabile a partire dal 01 Luglio 2013 su tutti i prodotti ad eccezione dei cavi.Trattandosi di una norma Europea, la CPR viene applicata in tutti i paesi della Comunità Europea. La classificazione di resistenza al fuoco (inclusi i cavi) venne pubblicata nel 2016 sotto la 2016/36/EU; da notare che gli schemi di classificazione risultano differenti rispetto a quanto indicato originariamente nel 2006.
 
La data di attuazione nella normativa CPR per i cavi, in accordo con la EN 50575, prevista per il 01 Luglio 2016 (inizialmente era stato idicato il 01 Dicembre 2015) è stata posticipata. Tale ritardo è stato richiesto dalla Commissione Europea per permettere le dovute modifiche della norma EN 50575. Pertanto la data obbligatoria da cui verrà richiesta la marchiatura CE per i cavi di potenza e trasmissione dati è stata fissata al 01 Luglio 2017. Per la prima volta in Europa, sarà obbligatorio riportare sui cavi la marcatura relativa alla classificazione di resistenza al fuoco.
 
L’intero processo di ceritificazione dei cavi e la tipologia marchiatura (CE) da applicare sulla guaina del cavo e sulla confezione viene definito e descritto dalla norma EN 50575.
 
I test devono essere effettuati da Enti preposti che rilasceranno l’opportuna certificazione e verificheranno costantemente che la produzione in fabbrica avvenga secondo quando definito; se in linea con quanto definito dalla norma, il costruttore potrà pertanto rilasciare una dichiarazione di conformità (secondo le classi pretazionanli definite dalla norma) e approrre la marchiatura CE dove necessario.
 
Una delle conseguenze di questo nuovo processo è l’aumento dei costi di produzione e verifica dei cavi per trasmissione dati.
 
CommScope già da alcuni anni sta conducendo gli opportuni test presso Enti preposti in Svezia e UK, con lo scopo di avere tutti i cavi prodotti (rame e fibra) testati e certificati secondo la norma CPR entro il prossimo 01 Luglio 2017.
 
 
 
Approfondimento: In che modo le tecniche di multiplexing permettono velocità trasmissive maggiori nelle infrastrutture in fibra ottica
 
Diverse tecnologie di multiplexing stanno permettendo l’evoluzione delle velocità dei sistemi di cablaggio in fibra ottica. Tali tecnologie comprendono la divisione di tempo (TDM, Time Division Multiplexing), dello spazio (SDM, Space Division Multiplexing) e di lunghezza d’onda (WDM, Wawelength Division Multiplexing).
 
 
Time Division Multiplexing è un modo semplice di trasmettere più dati utilizzando incrementi più piccoli di tempo, integrando segnali a basse frequenze in un segnale composito a velocità superiore. Con il Time Division Multiplexing, segnali elettrici di velocità inferiore sono intercalati nel tempo e trasmessi su una singola corsia. Quindi, la velocità di trasferimento dei dati risulta più alta in quanto risultante della composizione dei singoli segnali.
 
Facendo un analogia, si pensi ad un’autostrada in cui tutte le autovetture nelle varie corsie viaggiano alla stessa velocità: è possibile aumentare la capacità trasmissiva complessiva del sistema semplicemente diminuendo lo spazio che c’è fa le auto.
 
Space Division Multiplexing, più comunemente noto come ottiche parallele o fibre parallele, è un modo di aggiungere una o più "corsie" semplicemente aggiungendo una o più fibre ottiche nel collegamento composito. Ad esempio, 40GBASE-SR4 fornisce 40 Gbps su fibra multimodale su quattro "corsie" o fibre; complessivamente vengono utilizzate otto fibre, quattro in trasmissione e quattro ricezione.
 
Prendendo l’esempio fatto in precedenza dell’autostrada, in questo caso per aumentare la capacità trasmissiva del sistema, vengono semplicemente aggiunte più corsie.
 
Wavelength Division Multiplexing permette la trasmissione del segnale contemporaneamente su più "corsie" separate in diverse lunghezze d'onda (colori) su una singola fibra. Come suggerisce il nome, la banda di lunghezze d'onda disponibili per la trasmissione è suddiviso in segmenti, ciascuno dei quali può essere utilizzato come differente canale di comunicazione. È possibile comprimere molti canali in un piccolo spettro. Gli attuali sistemi utilizzano fibre monomodali per trasmissioni a lungo raggio e sono chiamati Dense Division Wavelength Multiplexing (DWDM). Iniziano ad essere disponibili ssistemi anche per fibre ottiche multimodali (Short Wavelength Division Multiplexing - SWDM); in questo caso vengono utilizzate lunghezze d'onda nell'intorno degli 850nm, trasmettendo su una singola fibra e permettendo una riduzione dei costi dell'elettronica.
 
Questa tecnologia è allòa base dello sviluppo delle fibre ottiche multimodali "Wide Band", in cui è possibile trasmettere 40G su una singola fibra, suddividendo il segnale su quattro differenti lunghezze d'onda, ognuna delle quali trasmette 10Gbps.
 
L’analogia in questo caso può essere fatta attraverso il “car pooling”, ovvero mantenendo la stessa infrastruttura ma aumentando la mole di informazini trasmesse andando ad aumentare il numero di passeggeri per ogni autovettura
 
Ovviamente la combimnazione di differenti tecniche di multiplexing pertette di estendere ulteriormente le capacità complessive del sistema di trasmissione. Nello schema seguente, vengono combinati Time e Wavelength Division Multiplexing: 16 segnali originali vengono compattati in quattro segnali tramite tecniche di TDM; successivamente, i quattro segnali generati, vengono trasmessi contemporaneamente su una singola fibra ottica ognuno con una lunghezza d’onda differente (WDM). Lato ricevitore, il segnale passerà attraverso ad opportuni demultiplexer che permetteranno la ricostruzione dei 16 segnali/canali originali.