Aggiornamento Standard e Normative Aprile 2017

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07/04/2017

Aggiornamento Standard e Normative
Lo stato della normativa CPR, Construction Product Regulation
Il diffondersi di reti Lan e l’uso di infrastrutture cablate ha di conseguenza aumentato l’impiego di cavi per trasmissione dati all’interno degli edifici commerciali. Dato che alcune nazioni non prevedono norme specifiche, talvolta vengono utilizzati cavi senza conoscerne l’effettivo livello di resistenza al fuoco; pertanto, per garantire la sicurezza e facilitare le ispezioni diventa utile apporre dei marchi sui cavi. La prima norma a riguardo, Construction Product Directive (CPD) 89/106/EEC, risale al 1989; venne poi aggiornata nel 2006 (2006/751/EEC), pubblicata ed inclusa ufficialmente nella norma EN 13501-6.
Nel 2011 la CPD cambiò nome e divenne “Construction Product Regulation (CPR), EU/305/2011, applicabile a partire dal 01 Luglio 2013 su tutti i prodotti ad eccezione dei cavi. Trattandosi di una norma Europea, la CPR viene applicata in tutti i paesi della Comunità Europea. La classificazione di resistenza al fuoco (inclusi i cavi) venne pubblicata nel 2016 sotto la 2016/36/EU; da notare che gli schemi di classificazione risultano differenti rispetto a quanto indicato originariamente nel 2006.
La data di attuazione nella normativa CPR per i cavi, in accordo con la EN 50575, prevista per il 01 Luglio 2016 (inizialmente era stato indicato il 01 Dicembre 2015) è stata posticipata. Tale ritardo è stato richiesto dalla Commissione Europea per permettere le dovute modifiche della norma EN 50575. Pertanto la data obbligatoria da cui verrà richiesta la marchiatura CE per i cavi di potenza e trasmissione dati è stata fissata al 01 Luglio 2017. Per la prima volta in Europa, sarà obbligatorio riportare sui cavi la marcatura relativa alla classificazione di resistenza al fuoco.
L’intero processo di certificazione dei cavi e la tipologia marchiatura (CE) da applicare sulla guaina del cavo e sulla confezione viene definito e descritto dalla norma EN 50575.
I test devono essere effettuati da Enti preposti che rilasceranno l’opportuna certificazione e verificheranno costantemente che la produzione in fabbrica avvenga secondo quando definito; se in linea con quanto definito dalla norma, il costruttore potrà pertanto rilasciare una dichiarazione di conformità (secondo le classi prestazionali definite dalla norma) e apporre la marchiatura CE dove necessario.
Una delle conseguenze di questo nuovo processo è l’aumento dei costi di produzione e verifica dei cavi per trasmissione dati.
Per quanto concerne l’Italia, I requisiti minimi sono quelli stabiliti dalla CEI UNEL 35016 che riporta i luoghi installativi richiamati dalla 64-8. Nell tabella successiva vengono indicate le quattro differenti classi prese in considerazione dalla normativa CEI UNEL 35016, in ordine decrescente, dalla più stringente: B2ca, Cca (s1b, d1, a1), Cca (s3, d1, a3) e Eca.
Per installazioni in cui si prevede la posa di cavi a fascio dovrà essere rispettata la Classe Cca Classe Cca (s3, d1, a3), mentre la Classe Eca nel caso di posa di cavi singoli.

Construction Product Regulation

Nota 1: I cavi della classe B2ca-s1a,d1,a1 sono stati inseriti per rispettare i requisiti indicati nel REGOLAMENTO (UE) N. 1303/2014 del 18 novembre 2014 relativo alla specifica tecnica di interoperabilità concernente la «sicurezza nelle gallerie ferroviarie» del sistema ferroviario dell'Unione europea
Nota 2: I cavi appartenenti alle classi di reazione al fuoco in tabella.1 soddisfano i requisiti di comportamento al fuoco dei cavi attualmente indicati nella Norma CEI 64-8

CommScope già da alcuni anni sta conducendo gli opportuni test presso Enti preposti in Svezia e UK, con lo scopo di avere tutti i cavi prodotti (rame e fibra) testati e certificati secondo la norma CPR entro il prossimo 01 Luglio 2017.
Maggiori informazioni ed aggiornamenti sugli standard sono disponibili al seguente link.

Approfondimento: 5G, il nuovo modo di connettere il mondo
La tecnologia wireless 5G porta con sé molte speranze e promesse, inclusa la possibilità di fornire una banda fino a 10G per ogni utente, permettendo di realizzare distribuzioni molte dense e con velocità a bassissima latenza. Nonostante lo standard non sarà disponibile prima del 2018, il 5G è sicuramente visto non più come qualcosa di visionario ma bensì una tecnologia tangibile, la next-generation mobile technology.
Cosa spinge principalmente lo sviluppo della tecnologia 5G:
  • Utenti che richiedono sempre una maggior banda per streaming video, online gaming, oltre a molte altre applicazioni che richiedono un utilizzo intensivo della banda,
  • Mobile Network Operator (MNO), operatori mobili sempre alla ricerca di nuovi modi per trarre profitto grazie alla capacità delle proprie infrastrutture di rete, dove ovviamente il 5G aumenta la portata e la capacità complessiva aprendo la porta a nuove applicazioni e servizi.
  • Applicazioni di nuova generazione, da Internet of Things (IoT) alla realtà virtuale, fino ad arrivare ad esempio ad auto con guida assistita che sono, o saranno a breve, sulle nostre strade.
È comunque un pensiero comune dell’industria wireless di quelli che saranno, perlomeno inizialmente, i tre primari casi nell’utilizzo di reti 5G.

Migliore banda per le reti mobili – 5G garantirà un significativo miglioramento delle prestazioni e della conseguente esperienza degli utenti wireless rispetto a quanto fornito da 4G. Anche se potenzialità teoriche permetteranno trasmissioni fino a 10G per ogni singolo utente, è probabile che la banda effettiva garantita sarà di 1-7Gbps, e che inoltre ci saranno da 10 a 100 volte più dispositivi rispetto a quelli collegati come 4G. Soprattutto sarà prevista una latenza decisamente inferiore, meno di 5 millisecondi che rappresenta il 5% rispetto a 4G. Luoghi di grande affluenza come stadi ed aeroporti possono essere alcuni dei luoghi dove 5G può trovare la sua applicazione. Allo stesso tempo, è molto importante che le aziende che prevedono la costruzione di nuovi edifici prendano in considerazione l’importanza della copertura mobile, e che l’infrastruttura prevista sia in grado di supportare non solo le attuali richieste ma anche ovviamente il 5G dato che questo sarà disponibile nel giro di pochi anni.

IoT – Gartner prevede che ci saranno più di 20 miliardi di “cose” collegate all’IoT entro il 2020, comprendendo applicazioni consumer wireless che permettono il controllo ed il monitoraggio dell’illuminazione, il riscaldamento, elettrodomestici o applicazioni “smart city” che permettono di monitorare il traffico, l’irrigazione delle aree verdi o molti altri aspetti nella gestione della singola abitazione o della città in cui viviamo. IoT guiderà in diversi ordini di grandezza più connessioni ed avrà un significativo impatto sull’infrastruttura di rete. CommScope ha previsto che un obiettivo di 5G sarà quello di fornire una larghezza di banda 1.000 volte superiore a 4G in una determinata area, e che la densità di localizzazione delle celle 5G sarà cinque volte rispetto a 4G. Un fattore chiave è che le reti 5G dovranno essere progettate in modo da potere supportare in modo agnostico la tecnologia wireless per cui verranno utilizzate o il differente dispositivo che verrà connesso.

Reti ad alta affidabilità e bassa latenza – Questo caso è una visione di quelle che saranno le reti wireless del futuro e le applicazioni che dovranno supportare. Le possibili applicazioni includono automobili con guida assistita in cui, come ci si può facilmente immaginare, i sistemi di sicurezza e prevenzione delle collisioni richiederanno bassissimi tempi di latenza, prossimi al millisecondo. Ad oggi non è ancora chiaro e ben definito se questa nuova tipologia di automobili faranno affidamento a sistemi installati localmente oppure a trasmissioni remote; di sicuro nuovi sistemi di navigazione e diagnostica remota dovranno sicuramente fare affidamento ad una rete di comunicazione. Un’altra applicazione è la realtà virtuale (augmented reality & virtual reality) in cui oltre ad un’infrastruttura che permette lo scambio di un elevato quantitativo di dati, anche la bassa latenza gioca un ruolo fondamentale per permettere il corretto funzionamento di questa applicazioni.
Sistemi di chirurgia da remoto, droni, sicurezza pubblica sono altri esempi di applicazioni che richiedono una latenza estremamente bassa ed un’elevata affidabilità.

Se quindi è vero che 5G permetterà velocità 10 o più volte maggiori rispetto a 4G, questo imporrà un aumento delle stazioni base e della densità della rete; gli operatori di reti mobili hanno iniziando questo processo nello sviluppo delle proprie reti 3G e 4G diminuendo sempre più la dimensione delle singole celle.
La diversificazione aggiunge ulteriore complessità alla rete perché aumenta il numero di celle confinanti, dove quindi l’interferenza diventa un problema importante e l’handoff può introdurre la possibilità dell’interruzione delle connessioni. In un mondo 5G, le reti dovranno essere configurate intelligentemente, in grado di gestire ed allocare automaticamente lo spettro per mantenere la qualità e la velocità nelle singole connessioni ed applicazioni. Oltre alla rete mobile, è quindi fondamentale anche la qualità e la capacità della rete cablata che permette il collegamento degli apparati degli operatori mobili.
Gli operatori avranno quindi necessità di virtualizzare gran parte della loro infrastruttura 5G per gestire in modo efficace ed efficiente lo spettro di frequenze ed i costi ad esso collegati. Esistono già diverse soluzioni che permettono questa migrazione pratica, fra cui:
  • Centralized Radio Access Networks (C-RANs), il precursore del “cloud” per reti mobile. RAN centralizzato comporta lo spostamento delle unità di elaborazione in banda base (Baseband Processing Units – BPUs) da siti presso le singole celle in una posizione più centralizzata che possa servire a sua volta un’area più vasta; questa pratica non solo riduce la quantità di apparecchiature remote, ma permette anche di ridurre la latenza. Il passo successivo nell’evoluzione delle reti mobili è di vedere molte delle funzionalità degli apparati BPU disponibili su server presenti in qualche data center.
  • Network Function Virtualization (NFV), che guida lo sviluppo di nuove architetture core, permettendo la semplificazione dell0implementazione di nuovi servizi. Soluzioni di virtualizzazione abbinate a sistemi Software-Defined Networking (SDN) permetterà agli operatori mobili di ottimizzare e configurare in modo dinamico ed automatico le proprie reti.
  • Virtualizzazione delle celle, che estende il concetto di virtualizzazione oltre alle reti di core anche a quelle costituite da onde radio. All’interno degli edifici, la virtualizzazione delle celle permetterà agli operatori ad esempio di gestire le capacità, potendo incrementare la portata ed eliminando le interferenze inter-cella che altrimenti potrebbero crearsi.
  • Istanze di servizi virtuale, che riflettono di reti 5G di supportare una serie differente di casi d’utilizzo. Queste istanze virtuali si traducono in servizi differenti, con livello di servizio differente (Quality of Experience, QoE) che goli operatori possono fornire a clienti differenti, oppure alla condivisione di risorse o servizi fra utenze.
Il terzo elemento strategico è quello di ottimizzare l’infrastruttura, progettare ed implementare al fine di avere nel complesso prestazioni ottimali. A livello generale, questo significa una maggiore efficienza di tutta la rete convergente, ovvero nella gestione dello spettro e nelle frequenze per i sistemi mobili ed un bilanciamento del carico, un’attuazione corretta della virtualizzazione, un dimensionamento idoneo delle celle, senza prescindere e dimenticare l’importanza dei collegamenti di backhaul e dell’efficienza energetica dei sistemi utilizzati.

CommScope ha svolto un ruolo di primaria importanza in quasi tutte le reti di comunicazioni più importanti del mondo. CommScope crea l’infrastruttura che collega le persone e le tecnologie attraverso ogni evoluzione; 5G sarà la “rete delle reti”, in cui sarà richiesta e necessaria una convergenza di reti cablate e wireless, in cui i collegamenti in fibra ottica giocheranno un ruolo fondamentale nel garantire il successo ed il corretto funzionamento. In qualità di leader globale di infrastrutture di comunicazione, CommScope sta partecipando attivamente ad alcune associazioni chiave nello sviluppo della tecnologia 5G:
The U.S. Advanced Wireless Industry Initiative – Annunciato dalla Casa Bianca, questo consorzio comprende più di 20 aziende ed organizzazioni e fornirà risorse per la ricerca e lo sviluppo della tecnologia 5G. CommScope contribuirà fornendo soluzioni di connettività quali antenne, cavi RF, armadi, soluzione small cells e fibre ottiche.
5Tonic – In questo laboratorio di ricerca e sviluppo per il 5G fondato da Telefonica e IMDEA Networks, CommScope testerà la virtualizzazione delle celle attraverso la soluzione OneCell entro la fine dell’anno.
5GAmericas – CommScope è membro di lunga data del consiglio di amministrazione del 5GAmericas (ex 3GAmericas), un’organizzazione industriale composta dai principali produttori e fornitori di servizi di telecomunicazioni.
Next Generation Mobile Networks (NGMN) Alliance – CommScope è un collaboratore chiave di questo gruppo focalizzato sulla tecnologia 5G, oltre a cercare di accelerare lo sviluppo di LTE-Advanced (o LTE+, evoluzione dello standard di trasmissione mobile LTE) e del suo ecosistema.