FLUKE NETWORKS' - L'ascesa della fibra monomodale

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20/06/2019

L'ascesa della fibra monomodale

(fonte: link– autore: Mark Mullins, 2019-03-08 – traduzione ed adattamento interno)

 

Stiamo ormai assistendo ad un aumento dell'adozione di fibra monomodale su molti nuovi progetti,
per via di una serie di vantaggi: in primo luogo le migliori prestazioni di larghezza di banda 
a maggiore distanza, ma anche per la connessione diretta alle reti dei provider, nonché 
per il continuo sviluppo di nuove applicazioni monomodali emergenti.   

 

La fibra single-mode, diventa in pratica lo standard de facto nelle reti esterne degli impianti
e nei hyperscale data centers, e la crescente domanda di ricetrasmettitori mono-modo
a basso costo ne sta progressivamente abbassando i costi. Inoltre, stiamo assistendo
alla messa in essere di data center di tutte le dimensioni in grado di supportare velocità
di 200 Gig e oltre su fibra monomodale con applicazioni a corto raggio come 100GBASE-DR,
200GBASE-DR4 e 400GBASE-DR4 che supportano 100, 200 e 400 Gig a 500 metri.

 

Quindi, abbiamo ormai bisogno di sapere che cosa serve per assicurarci che questi sistemi
possano supportare le velocità più elevate richieste dai clienti.

 

Considerazioni sulle prestazioni

 

https://www.flukenetworks.com/sites/default/files/default/singlemodefiber01.jpgMentre prima le applicazioni singlemode a portata più lunga
come 100GBASE-LR4 consentivano una maggiore perdita
di inserzione, con ricetrasmettitori meno costosi è necessaria
una riduzione della perdita di inserzione. Rispetto al 6.3 dB
consentito per 100GBASE-LR4 che supporta 100 Gig fino
a 10 chilometri, dobbiamo considerare un limite di soli 3 dB
per applicazioni 100GBASE-DR a breve raggio, fino a 500 metri.

 

Quindi, proprio come le applicazioni multimodali da 100 Gig,
in fase di progettazione si deve essere consapevoli del budget
di perdita, che potrebbe limitare il numero di connessioni nel canale.

 

Con la fibra monomodale e velocità di trasferimento dati
più elevate, la perdita di ritorno è inoltre più preoccupante.
Troppa luce riflessa nel ricetrasmettitore può causare errori
di bit e prestazioni scadenti. Questo è il motivo per cui stiamo
assistendo ad un uso maggiore dei connettori a contatto
fisico angolato (APC) in cui la faccia angolata a 8 gradi fa sì che la luce riflessa venga assorbita
nel rivestimento, riducendo così i riflessi nel nucleo della fibra.

 

Un nuovo angolo di finitura

 

Quando si tratta di fibra monomodale, è necessario fare alcune premesse chiave.

Prima di tutto, la modalità singlemode è più difficile da mantenere pulita rispetto
alla modalità multimode, per questioni puramente fisiche. Un granello di polvere
su un nucleo in fibra multimodale da 62,5 o 50 μm blocca infatti molto meno luce
rispetto a un nucleo in fibra monomodale da 9μm.

 

E quando si tratta di connettori monomodali APC, in fase di ispezione ci sono ancora
altre considerazioni. E’ necessario assicurarsi di utilizzare un apposito puntale
di ispezione della sonda, di tipo APC, specificatamente progettata per orientare
la telecamera in modo che corrisponda all'angolo del connettore APC.
Gli strumenti Fluke Networks’
FI-7000 FiberInspector™ Pro e FI-500 FiberInspector Micro
dispongono di un puntale per sonda APC come accessorio.

 

Per le operazioni di pulizia dei connettori APC, l'intera superficie dell'estremità
deve essere a contatto con l'apparato di pulizia. In altre parole, il pulitore deve avere
lo stesso angolo di 8 gradi del connettore, per poter effettuare una pulizia adeguata.

 

Testarlo correttamente

 

https://www.flukenetworks.com/sites/flukenetworks.com/files/assets/CertiFIber%20Pro%20LCAPC%20to%20LCAPC%20Singlemode%2006.pngQuando si tratta di test “Tier 1” di fibra monomodale
intestata con connettori APC, è quindi necessario
assicurarsi di utilizzare un adattatore APC.
Con il
CertiFiber® Pro di Fluke Networks’, questo
è solo un problema sulla porta di uscita poiché
la porta di ingresso è accoppiamento senza contatto.

 

Sebbene non si verifichi alcun danno se si connette
un connettore APC all'ingresso, si otterrà comunque
un avvertimento che la potenza ricevuta è troppo bassa. Per testare i sistemi APC, sono necessari
due cavi ibridi UPC-to-APC e due cavi APC-to-APC per effettuare la connessione.

 

Per i test OTDR di tipo “Tier 2”, poiché i riflessi, quando si utilizzano connettori APC, sono assorbiti
dal rivestimento e la perdita di ritorno è molto piccola,
OptiFiber® Pro di Fluke Networks
(in pratica tutti gli OTDR) mostreranno le connessioni APC come una perdita non riflettente,
pressappoco come una giunzione.

 

Per le applicazioni singlemode a corto raggio 200GBASE-DR4 e 400GBASE-DR4, si avrà
a che fare anche con i connettori di tipo MPO composti da 8 fibre, (4 invio e 4 ricezione)
a 50 o 100 Gb / s. In questi casi, un tester come MultiFiber Pro di Fluke Networks è accessoriabile
con un connettore MPO integrato dedicato, in grado di scansionare tutte le fibre, molto più pratico
e meno dispendioso di MPO/cavi fan-out LC che separano le fibre multiple in canali a fibra singola.

In caso di lavori particolari con gli MPO, una camera di ispezione specializzata, come la  FI-3000,
può essere un vero risparmio di tempo. Naturalmente, fornita con e adattatore MPO APC.

 

Quando si collaudano sistemi a fibra ottica monomodale, assicurarsi di testare entrambe
le lunghezze d'onda di 1310 e 1550 nm. Non solo per il semplice “passaggio”
di queste due lunghezze d'onda, ma la certificazione di tutto in mezzo, compresa la lettura
di curve potrebbero non apparire alla lunghezza d'onda di 1310 nm.